Qual e' il vero Petrarca?

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Questa che segue è una lettera pubblicata dal giornale "Gazzettino" e scritta da Giovanni Boniolo per contribuire alla chiarificazione del ruolo e della storia del Gruppo Petrarca Basket.

<< Nel 1971 avevo 15 anni e cominciai a giocare al Petrarca. Nel 1973 ne avevo 17 ed entrai in prima squadra. Sono passati quasi 40 anni, ma ancora adesso mi capita di sentire quello che sentivo allora: “Non è più il Petrarca di una volta”. Ma qual è il “vero” Petrarca? Banalmente, il passato è passato per sempre. Eppure il passato può diventare tradizione e quindi motivo di identità profonda. Ma tradizione non significa statico adagiarsi nella commemorazione di ciò che fu, quanto dinamico fervore verso il futuro. Il Petrarca Basket era ed è una società che ha come missione la cura fisica, psicologica e morale di atleti che pensano allo sport non solo come sbocco lavorativo, ma come momento formativo. Migliaia di atleti, in più di 50 anni di storia, hanno vestito le maglie del Petrarca. Alcuni sono arrivati fino alla prima squadra o agli allori della Nazionale. I più sono cresciuti e si sono formati giocando e si sono poi introdotti nel mondo del lavoro. E questo continua ad essere.

Ogni domenica una trentina di squadre con i colori bianconeri si trovano a disputare partire. Il che significa circa 400 ragazzi dagli 8 ai 30 anni. Fra questi ci sono talenti, ma ci sono pure ragazzi che giocano per divertirsi e imparare a stare assieme. Questo, semplicemente, è il Petrarca di adesso e questo, semplicemente, era il Petrarca di allora. Nulla è cambiato da questo punto di vista. Certo, non c’è più la squadra che milita in serie A o B. Ma questo è dovuto anche ad alcuni eventi che sono inevitabilmente mutati, come la rarefazione dell’Antonianum, e al fatto che Padova non ha mai brillato per mecenatismo sportivo.

 

 

C’era l’Antonianum e i Gesuiti che lo gestivano. La Pallacanestro Petrarca era una delle sezioni dell’Unione Sportiva ed era relativamente facile, proprio con gli auspici dei Gesuiti, nella fattispecie di Padre Luigi Pretto, trovare un buon sponsor per permettersi una serie B o una serie A. Quindi l’unico vero cambiamento sta proprio nel fatto che è venuto meno il ruolo catalizzatore, anche di finanze, che i Gesuiti avevano.

Eppure c’è chi, per passione, si è caricato sulle spalle il fardello del nome e della tradizione del Petrarca. Sono persone che ora rispondono al nome di Piermario Liviero e Paolo Benini: gli ultimi di una serie che hanno creduto in ciò che il Petrarca era e in ciò che è.

Ecco che si comincia a capire quale sia la risposta alla domanda intorno al “vero” Petrarca. Il “vero” Petrarca era ed è la sua missione sociale e formativa. Nulla è cambiato. Come normale, sono cambiati i dirigenti, sono cambiati i giocatori: ma la missione è sempre la stessa. E nessuno che sappia come sono andate le cose può negarlo.

Insomma, è facile svilire o sminuire il lavoro di chi si impegna quotidianamente, magari ricorrendo a un nostalgico ricordo di un fantasmagorico passato e dimenticando volutamente i fatti: 400 giovani che ogni giorno sono curati nel fisico e nella mente con amore e attenzione, esattamente come 40 anni fa. Questo era ed è il Petrarca. Semplicemente questo. >>

Giovanni Boniolo

 
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